"Sono le azioni che contano! I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo"
Sessanta anni fa un indù radicale pose violentemente fine all'esistenza di una delle figure più importanti e carismatiche del XX secolo, Mohandas Karamchand Gandhi, esempio di nonviolenza e simbolo dell'indipendenza indiana.
Pochi i quotidiani che oggi ricordano la sua figura, probabilmente assuefatti ai volti di chi, in queste ore critiche per il governo Prodi, nutre le cronache politiche con appelli alla responsabilità tanto superficiali quanto contraddittori; o, forse, rapiti dallo stupore suscitato dalle carezze di Olindo Romano alla moglie Rosa. Come se poi questi stessi giornali fossero ignari del fatto che dietro le stragi mediatizzate, dietro i colpi di follia apparenti e brutali, altro non c'è che l'incapacità dell'uomo post-moderno di dare un senso alla propria vita (e a quella altrui) e di rimanervi fedele anche a costo di sacrifici.
E allora, sono proprio i messaggi lasciati da uomini come Gandhi a rappresentare la nostra àncora di salvezza, l'unico antidoto efficace al turbinìo nichilistico di emozioni cui il mercato ci espone.
Come noto, il programma politico di Gandhi fu rivolto essenzialmente all'indipendenza nazionale dell'India ma, oltre a ciò, è merito del Mahatma ("grande anima", in sanscrito) aver innovato radicalmente l'agire rivoluzionario.
Per quanto divergenti nei loro obiettivi, le teorie classiche della rivoluzione - quella liberale, quella democratica e quella socialista - hanno in comune la teoria del "diritto alla resistenza" (secondo cui è legittimo che le masse popolari si ribellino alle autorità sociali e politiche quando subiscono un'evidente situazione di ingiustizia) e la teoria della "guerra giusta" (secondo cui il popolo ha diritto di ricorrere finanche alla violenza per correggere torti e ingiustizie molto gravi). Gandhi condivise il primo di questi due principi ma rifiutò il secondo, facendosi militante di una rivoluzione nonviolenta che Egli intese non come vigliacca e passiva subordinazione agli oppressori, ma come attiva e coraggiosa ribellione all'ingiustizia.
Numerose le tecniche che Gandhi sperimentò negli anni di lotta: il boicottaggio dei beni e dei servizi britannici, il picchettaggio, lo sciopero della fame e della sete e, infine, la disobbedienza civile.
Non basta che queste tecniche siano riproposte - a modo loro - dalle odierne sbiadite personalità politiche, per dire che l'eredità gandhiana sia stata messa a frutto. C'è molto lavoro da fare perchè l'esempio di Gandhi possa ancora esercitare fascino sulle nuove generazioni: per questo Arancia Blu è pronta a lottare, con spirito rivoluzionario ma non violento.
Fabio


16 commenti:
Effettivamente è scandaloso che molti quotidiani oggi non riportino servizi dedicati a Gandhi. Io sono una lettrice di Repubblica e nei giorni scorsi non ho potuto acquistare il giornale, ma oggi - ve lo assicuro - non gli hanno dedicato nemmeno un trafiletto. Forse avete ragione, sono altre le cose che attirano il pubblico...
sono daccordo con Nicoletta e sono molto arrabbiato con questi pennivendoli e imbrattapagine che ignorano un uomo com Gandhi che ci ha trasmesso valori e ideali
E' importantissimo che oggi in Italia e nel mondo si conosca l'opera l'impegno gli ideali e i valori di un uomo che con coraggio e determinazione ha difeso la dignita'la liberta' e l'indipendenza di un popolo dall'imperialismo e dall'arroganza britannica.Gravissimo e assurdo quello che hanno fatto i giornali relegando con indifferenza un uomo che ci ha insegnato e ci ha dato cosi' tanto. Si vergognassero e imparassero da quell'esempio sono buoni solo a servire il potente di turno VERGOGNA
dobbiamo lottare compatti contro la stupidita' l'ottusita' di questi giornalisti da strapazzo, pagliacci giullari del potere.Cosa insegnano che modello rappresentano per noi giovani.
ma io non sono daccordo con quanto hanno detto finora. Nessuno dei giornalisti ha parlato di Gandhi e con questo che ci dobbiamo fare Questi quattro cretini sostengono che era un grande si 1 e 50 . Ma vi rendete conto. Se i giornalisti non ne hanno parlato vuol dire che c'e' di meglio da fare e di cui parlare. cI DOBBIAMO INTERESSARE DEI NOSTRI PROBLEMI.altro che Gandhi
Ma chi e' questo anonimo arrogante e cretino si vergognasse della sua stupidita' e imbecillita'. Impara dagli uomini come Gandhi. I valori l'intelligenza e le idee di un uomo non si misurano con il metro.CRETINO.ANONIMO SI ANONIMO COGLIONE
San Francesco era basso anche Napoleone e Lawrence d'arabia per non parlare di Berlusconi .Bravo corsaro sono daccordo con te e' solo un anonimo coglione all'ennesima potenza e forza Berlusconi e forza italia
Ripeto a Corsaro e all'anonimo l'invito a non rendere volgare e banale la discussione.
apprezzo il commento ed esorto tutti coloro che intendano partecipare alle discussioni a farlo con civilta' e con far play
Vi facciamo i complimenti per questo ricordo di una grande ed intramontabile personalità, unica nella storia.
Anche noi siamo rivoluzionari, non amiamo la violenza, però non siamo pacifisti tout court. SIamo come dice ALex Zanotelli per la non-violenza attiva.
Un saluto da quegli acerrani zozzi della www.comunitaorgiastica.splinder.com
Vi ringrazio per il vostro contributo ragazzi.Neanche io sono un pacifista tout court ma come voi mi sento un rivoluzionario a modo mio. Le idee viaggiano sulle gambe dell gente come le rivoluzioni e anche noi a modo nostro con la nostra intelligenz dovremmo cambiare quello che non ci piace.Un saluto ai ragazzi della comunita' orgiastica e...FORZA ACERRA
ALL'ATTACCOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
30 gennaio 08, 60simo anniversario dell’assassinio di uno dei più grandi uomini della storia.. in quello stesso giorno veniva concesso alla leader dell’opposizione birmana Aung San Suu Kyi, di “evadere” dagli arresti domiciliari per incontrare gli esponenti del suo partito. Propongo di cogliere l’occasione per menzionare anche lei come icona dell’opposizione non violenta in favore di un popolo privato ormai di tutti i suoi diritti, un popolo che però comincia a sperare in un cambiamento…E credo che nel tempo la speranza non si dimostrerà vana,almeno finché esisteranno persone capaci di mettere il bene comune al di sopra della loro stessa vita…
Sono d'accordo con dea85
Al contrario, faccio solo notare che, a distanza di pochi giorni, molti quotidiani ripotavano il necrologio del generale Suarto, uno dei dittatori più violenti del nostro secolo.
E quasi ne sdogavano la figura in nome del liberismo!
Sono contenta che il prossimo V-day Grillo lo organizzi sull'informazione.
Ce n'è bisogno.
Sono anche io molto contento delle manifestazioni di Grillo ce ne fosero come lui
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