martedì 26 febbraio 2008

Partecipazione...

Per completezza di informazione e prendendo spunto dai 'commenti' all'articolo 'La Presentazione delle Liste', si rende opportuno pubblicare anche il testo della L. 270/05, relativo alla modalità di predisposizione delle liste per il sistema maggioritario.
Legge 270/05
Il nuovo articolo 14-bis nel T.U. Camera, applicabile anche per il Senato, obbliga tutti i partiti o gruppi politici organizzati che intendano "candidarsi a governare" a depositare, contestualmente al contrassegno, il proprio programma elettorale e ad indicare il capo della forza politica o, nel caso di partiti o gruppi politici collegati in coalizione, il capo unico della coalizione. La nuova disciplina specifica espressamente (comma 3 dell'articolo 14-bis) che tale indicazione non pregiudica le prerogative del Capo dello Stato ai sensi dell'articolo 92, secondo comma, della Costituzione in materia di designazione e nomina del Presidente del Consiglio. Viceversa, la legge non precisa nulla rispetto al contenuto del programma elettorale, né prescrive alcuna forma di pubblicità; tuttavia, per la prima volta tale documento assume rilievo formale nel procedimento elettorale. Con riferimento alla prospettata riforma della Parte II della Costituzione, la nuova disciplina elettorale si accorda con l'obbligo di collegamento del candidato a Primo ministro ad una o più liste di candidati per l'elezione della Camera (per favorire la formazione di una maggioranza, nuovo articolo 92 Costituzione). Infine, anche se per la nuova configurazione costituzionale il Senato federale della Repubblica sarebbe rappresentativo delle istanze regionali e locali e non avrebbe più un rapporto fiduciario con il Governo, la riforma elettorale prevede per l'elezione di entrambe le Camere la preventiva esposizione dei programmi nazionali e l'indicazione della leadership politica da parte delle forze politiche che intendano candidarsi a governare.Per quanto riguarda le sottoscrizioni per la presentazione delle liste, sono esentati i partiti o le formazioni politiche costituiti in gruppo parlamentare in entrambe le Camere all'inizio dell'ultima legislatura, i partiti o le formazioni politiche che dichiarano il collegamento con almeno due tra i partiti o le formazioni politiche con le suddette caratteristiche e i partiti o le formazioni politiche rappresentativi di minoranze linguistiche con almeno un seggio conseguito alle ultime elezioni. Se non è previsto l'esonero, la riforma elettorale specifica il numero di sottoscrizioni da parte degli elettori e le modalità di autenticazione per la presentazione delle liste di candidati, in rapporto alla densità di popolazione dei Comuni delle circoscrizioni (articolo 1, comma 6, della riforma che introduce l'articolo 18-bis nel T.U. Camera). Non è più previsto un limite di inserimento dello stesso candidato in liste di diverse circoscrizioni, purché con il medesimo contrassegno, mentre permane il divieto di candidatura contestuale alla Camera e al Senato.

venerdì 22 febbraio 2008

La presentazione delle liste

Si approssimano le elezioni politiche
Si parla sempre più dell'esigenza di volti nuovi, al fine anche di ‘svecchiarela classe politica.
Per fare ciò, ci vuole senz'altro informazione sulle modalità con cui presentare le liste di candidati.
Per esempio, l'attribuzione dei seggi con il metodo proporzionale è disciplinata dal D.P.R. 361 del 1957 e successive modifiche. Esso detta specifiche norme. E’ il caso che chiunque voglia affacciarsi all'agone politico le conosca.
Buona lettura


La presentazione delle Liste

D.P.R. 361/1957
Articolo 18 bis

1- la presentazione delle liste di candidati per l'attribuzione dei seggi con metodo proporzionale deve essere sottoscritta: da almeno 1.500 e da non più di 2.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle circoscrizioni fino a 500.000 abitanti; da almeno 2.500 e da non più di 3.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle circoscrizioni con più di 500.000 abitanti e fino a 1.000.000 di abitanti; da almeno 4.000 e da non più di 4.500 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle circoscrizioni con più di 1.000.000 di abitanti. In caso di scioglimento della Camera dei deputati che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni, il numero delle sottoscrizioni è ridotto alla metà.
Le sottoscrizioni devono esser autenticate da uno dei soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53.
La candidatura deve essere accettata con dichiarazione firmata ed autenticata da un sindaco, da un notaio o da uno dei soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21 marzo 1990 n. 53. Per i cittadini residenti all'estero l'autenticazione della firma deve essere richiesta ad un ufficio diplomatico o consolare.
rael68

mercoledì 13 febbraio 2008

Capitalismo e burocrazia impersonalistica

Il Postero (Bertold Brecht, 1898-1956)

Lo confesso: io
non ho nessuna speranza.
I cechi parlano di una via d’uscita. Io
ci vedo.

Quando gli errori sono esauriti
Siede come l’ultimo compagno
di fronte a noi il nulla.


Temi come quello sul difficile rapporto tra la ricerca volta alla conoscenza ed il potere, l’ineluttabilità di questo processo conoscitivo, ed insieme la perdita del senso dell’assoluto e la tensione nichilistica, non sono temi nuovi e tipici della postmodernità.
Vero è invece che molti altri autori, dalla letteratura alla filosofia al teatro, si sono posti il problema di guardare a questi temi come eventi di premesse più lontane nel tempo.
I temi dello Stato, della genealogia della morale e, conseguentemente del potere, il concetto di ‘Globe Politik’ sono tutti temi trattati da Nietzsche. Ed era lui che scriveva ”tutte le cose grandi periscono ad opera di sé stesse per un atto di autosoppressione (…) noi siamo sulla soglia di questo avvenimento”
In questa visione di continuità, il processo a cui si assiste e che muove i passi dalla perdita di certezze metafisiche e di un centro unitario del soggetto, diversamente dalla visione nichilistico-drammatica spesso abusata negli ultimi anni e reiterata all’infinito, viene definito anche e piuttosto come una ricerca conoscitiva proceduta “a tentoni” (A. Tabucchi, Il filo dell’orizzonte, 1986).
Il venir meno dell’interesse politico soggettivo, tanto stigmatizzato, in realtà ha finito con il mostrare in modo evidente e nudo come non esista più una strumentalità dello Stato alle esigenze del Popolo – sebbene le sentenze inizino ancora con “In nome del Popolo Italiano”- quanto piuttosto una strumentalità dello stesso ai dogmi della società capitalistica, in piena ascesa, la sottomissione a forze eterogenee ed occulte nonché all’interesse dei singoli. Di qui l’inconciliabilità delle esigenze sociali ed il proliferare di conflitti di interesse, che mostrano lo Stato stesso nella sua realtà storica di esercizio di potere e controllo del popolo, quest’ultimo lievemente ibernato dalla prolissità di innumerevoli leggi.
In questo simulacro di Stato, hanno riacquistato visibilità i conflitti interni. Contro la “burocrazia del profitto”, come non ricordare Nietzsche: “la schiavitù del presente: una barbarie! Dove sono coloro per cui gli schiavi lavorano?”
Non è il diffondersi della tecnica, ed in molti casi, anzi, un po’ di tecnicismo non guasterebbe, quanto piuttosto il diffondersi di una burocrazia-impersonalistica, ove diviene irrintracciabile la responsabilità del singolo. E facciamo attenzione, poiché questo è un concetto fondamentale. Vale la pena di ricordare che nel nostro Paese è devoluto al Garante del Commercio e del Mercato il controllo sui conflitti di interessi dei politici, a livello economico personale e familiare, e nonostante questa sia legge, e nonostante questo valga nel resto dei paesi europei, dove la trasparenza della burocrazia e la responsabilità diretta e personale garantisca il funzionamento, da noi, nelle relazioni fatte dal Garante non vengono indicati neppure i nomi di chi versa od ha versato in conflitto di interessi, e meno che mai se, quando ed in che modo ha risolto l’eventuale conflitto.
In questo momento storico il concetto chimerico di “morale del mondo” è fallito; l’etico ed il morale relegato al di là del sovrasensibile, nella nebulosa visione kantiana , d’altronde, era già stata denunciata da Feuerbach come visione inattuabile. E mi pare inutile paventare un “virtuale luogo” ove debba trovare culla una neo morale, proprio in questa società tanto tacciata di massificazione, superficialità e decadenza, occorre riportare la naturale tensione vitale alle sue radici in una individualità consapevole, ad un sentire come intima necessità, al fare scelte profondamente personali.
L’identità, tema centrale anche nell’opera di Bauman, è un processo di confronto con l’alterità, è una esperienza di scissione e di inquietudine interiori al singolo. La depressione, fortunatamente non più dovuta al cristiano senso di colpa del dover fare ciò che è giusto dogmaticamente, piuttosto incarna l’inquietudine generata dall’assenza di ideali; l’inadeguatezza è il sintomo di un bisogno profondo.
E questo bisogno profondo è magistralmente espresso in “Genealogia della morale”: perché si è stati troppo grossolani da indovinare con chi avevamo propriamente a che fare, con sofferenti che non vogliono confessare a se stessi quel che essi sono, con gente intorpidita e inebetita che teme una cosa sola: acquistare coscienza
Da ultimo, mi permetto di concordare pienamente con chi nel blog ricorda Pasolini ed il ruolo dell’intellettuale, che deve, per sua stessa natura essere attivo e spingere alla coscienza. Per questo, invito a rileggere la lettera che Antonio Tabucchi (l’autore di Sostiene Pereira, nonché traduttore di Pessoa e probabilmente l’intellettuale italiano più noto e letto all’estero) scrisse al Presidente della Repubblica nel 2001
Mayasun

mercoledì 6 febbraio 2008

Crisi di governo, tutti al lavoro

Riceviamo da una preziosa quanto ironica 'affiliata' il video che segue. Pur non condividendo appieno il larvato invito al populismo ed alla massificazione che esso trasmette, ci è parso un legittimo modo di interpretare in chiave 'canzonatoria' gli ultimi eventi politici nazionali.L'auspicio è di provocare un dibattito sul tema politica - antipolitica...