giovedì 24 aprile 2008

Le Fesserie al potere


Come argutamente fatto notare da alcuni commentatori del blog, il problema in Italia appare chiaramente di natura culturale.
Il Paese è troppo spaccato a livello politico e la semplice ‘comunanza della paura’ di essere esclusi dall’allegro carrozzone del ‘consumismo’ non è un fattore aggregativo sufficiente, non basta a svolgere la funzione di collante sociale.
Chi ha studiato, chi lavora da tempo in maniera stabile vota diversamente da chi è senza lavoro o fa parte di quartieri popolari ‘difficili’. Il popolino (lungi dal voler essere snob) è lontano dalla politica, dal capire la politica, non per una forma di critica tipica della antipolitica, ma perché mai interessato, abituato alla delega, addirittura ‘ignorante’. Ed è il popolino ad orientare i risultati elettorali, a determinare l’indirizzo del Paese.
E allora è facile che le fesserie paghino in politica, che le false promesse diventino elemento vincente e discriminante in campagna elettorale. E ancor più decisivo è il modo in cui dette promesse vengono veicolate dai mezzi di comunicazione di massa.
Fino a quando la gente non si avvicinerà alla politica con il ‘serio’ intento di capirla, con sguardo davvero ‘costruttivo e critico’, prescindendo dal meccanismo ingannevole del clientelismo e dalla fesserie dominanti, non ci sarà spazio per la crescita dell’Italia.
Occorrono –però – memoria storica e strumenti culturali di cui il Paese mai come oggi non dispone…o non ha neppure la possibilità di disporre.
Degli esempi?
Chi ricorda chi era Don Milani?
Che diceva Gramsci?
Quanti di noi sanno chi era Mangano ? ? ?
… Così, molta gente si astiene dal votare.
I giovani restano fuori della politica, e i ‘politicanti’ approfittano di ciò.
Del resto, non è forse meglio guidare un popolo bue?


rael 68

venerdì 11 aprile 2008

L'angolarancio2



La scadenza elettorale alle porte dovrebbe consigliare - se non imporre - una sorta di silenzio, una specie di obnubilazione critica, di cecità da parte dei ‘notisti’ politici sugli accadimenti, al fine di non influenzare in alcun modo le opinioni degli elettori.
La stessa legge sulla par condicio imporrebbe di limitarsi ad una mera cronaca dei fatti, prescindendo da commenti di varia natura.
‘Arancia Blu’ crede che non sia il caso di esimersi da valutazioni, da atti di accusa o osservazioni critiche, pur rimanendo fedele alla cronaca dei fatti. Il monito che orienta l’Associazione riecheggia nelle ben note frasi di Pier Paolo Pasolini, riportate sul ‘Corriere della Sera’ oltre trent’anni fa. Coloro che si professano intellettuali hanno il dovere, la responsabilità di dire di chi è la colpa, di prendere posizione nella storia.
Ecco perciò i fatti !
- 01.04.08 - come un pesce d’Aprile viene riammessa alle elezioni la lista DC del signor Pizza con il suo scudo crociato. Si profila il rischio del rinvio dell’elezioni del 13-14.4.08.
– 02.04.08 - Air France dichiara di ritirarsi dalla corsa all’acquisizione dell’Alitalia.
- 03.04.08 - il signor Pizza, professando il suo alto senso dello Stato, desiste dai sui propositi di far slittare la scadenza elettorale. Le lezioni sono salve e forse anche il futuro dell’ottimo signor Pizza e delle sue future discendenze. Si sussurra che Berlusconi l’abbia chiamato promettendogli chissà cosa, al fine di evitare di veder turbare il ‘sereno’ scenario politico. Un rinvio di 15 giorni potrebbe incidere sui sondaggi, figuriamoci sul voto.
Il sig. Pizza ha fatto 14 al Totocalcio… Meglio prendere i soldi subito da uno che può pagare cash, piuttosto che prendere un paio di voti in più alle elezioni.
Al contempo chi glielo spiega ai dipendenti dell’Alitalia che rimarranno a spasso, grazie al fantasma della ‘grande cordata’ sventolata dal ‘Berlusca’.
- 04.04.08 – le elezioni s’hanno ancor da fare e già circola la voce di schede elettorali comprate e di brogli elettorali.
Alla fine della ‘settimana politica’, la vera notizia è sempre la solita notizia…
Noi italiani ci facciamo sempre e comunque del male.
… Per quanto ancora vogliamo continuare così?



rael 68