mercoledì 19 maggio 2010

L'eroe è Mangano o è Saviano?

Il mondo va al contrario…
In un epoca in cui l’opinione pubblica fatica a mostrarsi compatta nell’esprimere tendenze e valutazioni, in una società in cui nani e ballerine la fanno da padrone, il disorientamento regna sovrano.
Ed allora battaglie generalmente condivise come quelle alla mafia, alla camorra ed alla criminalità organizzata non sono più davvero unificanti per la collettività e per le istituzioni. Di tal guisa che, in campagna elettorale, l’attuale Presidente del Consiglio può ripetutamente inneggiare al suo ‘stalliere’ di fiducia Vittorio Mangano, pluricondannato per mafia, e gli house organ del Pdl e della famiglia Berlusconi possono oggi deliberatamente attaccare lo scrittore Roberto Saviano, che vive sotto scorta da quando il suo libro ‘Gomorra’ è balzato agli onori della cronaca.
Peraltro, detto attacco appare ingiustificato ed intempestivo…
Perché esso viene sferrato in un momento politico come quello attuale?
Cui prodest? Chi vivrà vedrà! Con il tempo sarà forse più agevole capire se è solo l’ennesima boutade degli immarcescibili Fede, Feltri e compagnia cantante o se è un nuovo messaggio in codice rivolto a chi può e deve intendere.
Chissà se il grande Sciascia direbbe ancora oggi che il mondo brulica di ‘professionisti dell’antimafia’…
Appare certo però che ancora oggi - per celebrare i suoi eroi - la nostra Italia prima li vuole morti…
rael68