Nella puntata di Ballarò del 21 aprile 2009 tiene banco l’approssimarsi della festa della Resistenza…
L'Onorevole Pier Ferdinando Casini dice - incidentalmente quanto sostanzialmente – che, nel dopoguerra, solo grazie all’opera di uno specifico ‘partito’, è stato possibile garantire la ‘democrazia’ in Italia.
A mente fredda cerco di ragionarci su…
È vero! E’ indubbiamente un merito aver portato l'Italia ad uno stato di benessere economico e sociale. Però la storia è maestra di vita. Ed allora bisogna leggere i fenomeni di oggi come conseguenza degli accadimenti del passato.
E’ esatto sostenere che la DC ha traghettato il Paese verso anni sereni, ma la domanda è: a che prezzo?
Per fare ciò, si è favorito il sistema clientelare, non si è risolta la questione meridionale, si è rimasti vincolati ai dogmi della Chiesa di Roma, si è accettato di scendere più volte a patti con movimenti eversivi, delinquenziali, finanche mafiosi. Corruttela, familismo, ipocrisia sono il portato di cinquant'anni sotto l’egida della Democrazia Cristiana.
Essa ha solo apparentemente risolto i problemi con il vecchio stratagemma della nonna.
Ha buttato la polvere sotto il tappeto… e lì l'ha lasciata.
A distanza di tempo, caduta la Democrazia Cristiana - equilibratrice di opposti eversismi - ciò che è rimasto è un Paese immaturo, pronto alla disgregazione, alle lotte tra nord e sud, tra ricco e povero, tra fascista e comunista. Una democrazia malata… dove l'uomo forte continua ad affascinare… come se il ventennio non fosse bastato… come se la Storia nulla ci avesse insegnato...
rael68
domenica 26 aprile 2009
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