venerdì 18 settembre 2009

Informazione?


Dai tempi del ‘Minculpop’ qualcosa è cambiato
Del resto, ogni età ha i suoi segreti e le sue forme di espressione.
All'epoca del fascismo, l’informazione di regime – finalizzata ad una sorta di ‘instrumentum regni’ - era facilmente percepibile. La si palpava. Non era occulta, non strisciava alle spalle.
Propaganda era perché propaganda doveva essere.
Il potere, nelle sue forme più moderne, ancora oggi utilizza i mass media per legittimarsi e comandare. Senonchè, chi comanda si dimostra sempre più avveduto, memore delle esperienze del passato.
I casi di Biagi, Luttazzi, Santoro hanno rappresentato un boomerang per il precedente Governo Berlusconi. Allora, l'opinione pubblica - seppur lentamente – ha potuto reagire all’attacco sferrato contro la libertà di informazione.
Oggi, però, il potere si è fatto ancora più furbo.
Niente proclami o editti bulgari, ma costante lavoro ai fianchi.
Spartizioni lobbiste, sapienti opere di boicottaggio nei confronti dei programmi di divulgazione e critica, manovre occulte tese all’istituzionalizzazione della ‘informazione di Governo’.
Defenestrato Mentana, inizio di ‘Annozeronon pubblicizzato a dovere, tutela legale negata dalla RAI alla trasmissione ‘Report’, Berlusconi da Vespa in prima serata a magnificare il suo stesso operato…
E’ vero…non ci sono più gli editti,
ma dov’è l’informazione, dov’è il giornalismo, dov’è la libertà?

rael68

domenica 26 aprile 2009

La Storia non siamo noi

Nella puntata di Ballarò del 21 aprile 2009 tiene banco l’approssimarsi della festa della Resistenza…
L'Onorevole Pier Ferdinando Casini dice - incidentalmente quanto sostanzialmenteche, nel dopoguerra, solo grazie all’opera di uno specifico ‘partito’, è stato possibile garantire la ‘democrazia’ in Italia.
A mente fredda cerco di ragionarci su
È vero! E’ indubbiamente un merito aver portato l'Italia ad uno stato di benessere economico e sociale. Però la storia è maestra di vita. Ed allora bisogna leggere i fenomeni di oggi come conseguenza degli accadimenti del passato.
E’ esatto sostenere che la DC ha traghettato il Paese verso anni sereni, ma la domanda è: a che prezzo?
Per fare ciò, si è favorito il sistema clientelare, non si è risolta la questione meridionale, si è rimasti vincolati ai dogmi della Chiesa di Roma, si è accettato di scendere più volte a patti con movimenti eversivi, delinquenziali, finanche mafiosi. Corruttela, familismo, ipocrisia sono il portato di cinquant'anni sotto l’egida della Democrazia Cristiana.
Essa ha solo apparentemente risolto i problemi con il vecchio stratagemma della nonna.
Ha buttato la polvere sotto il tappeto… e l'ha lasciata.
A distanza di tempo, caduta la Democrazia Cristiana - equilibratrice di opposti eversismi - ciò che è rimasto è un Paese immaturo, pronto alla disgregazione, alle lotte tra nord e sud, tra ricco e povero, tra fascista e comunista. Una democrazia malatadove l'uomo forte continua ad affascinarecome se il ventennio non fosse bastatocome se la Storia nulla ci avesse insegnato...

rael68