Concetto dalle mille implicazioni teologiche e filosofiche eppure divenuto stranamente familiare da quando è salito al soglio pontificio l’ex Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger.
I contesti che ne discettano sono molto dotti eppure ci si può trovare a riflettere sul fenomeno in maniera del tutto inaspettata.
Giorno di Natale.
Come da tradizione pomeriggio al cinema.
Giornata uggiosa, sale stracolme.
Un po’ per caso si opta per “La Bussola d’oro”, genere fantasy.
Intreccio da copione.
Protagonista una ragazzina dal cervello svelto e l’aria fiera.
Vive in uno dei mondi esistenti: in esso ognuno ha al suo fianco un daimon, antropomorfizzazione dell’anima che assume le sembianze di un animale dal quale non ci si stacca mai e con il quale si comunica continuamente (l’animale in cui il daimon si materializza muta solo nei bambini, solo in essi è in continua evoluzione e deve ancora stabilizzarsi).
Una sorta di voce della coscienza per capirci.
La protagonista è curiosa e vuole comprendere quali siano gli altri mondi esistenti e se esista la possibilità che essi comunichino tra loro.
La piccola, per non smentire la tradizione cinematografica che la vede paladina del bene, dovrà affrontare molti pericoli e tante peripezie per tentare di far trionfare - e qui il colpo di scena - non il bene ma... la possibilità di usare il libero arbitrio!
In suo aiuto streghe, orsi armati, liberi pensatori e genti egizie.
Sua antagonista l’autorità del Magisterium i cui membri tentano con ogni mezzo di imporre “quel che è bene”, l’ortodossia, di preservare i bambini dalla contaminazione generata dalla presa di coscienza dell’esistenza di altri universi retti da regole diverse.
Ebbene, tutto ciò mi fa tornare in mente il relativismo.
O meglio il diffuso costume di tacciare di relativismo qualunque pensiero diverso.
Mi sembra che spesso si preferisca nascondersi dietro spauracchi che alzano le barriere difensive creando falsi rifugi in cui è più comodo sostare.
E a Voi non sembra che anche in campo politico si faccia lo stesso?
Non si assiste al diffuso comportamento di tacciare le voci fuori dal coro di essere comunisti e/o fascisti e/o estremisti anzichè tentare di comprendere ed analizzare i termini del disagio che essi esprimono?
Locke diceva di stare sempre attenti a ciò che si presenta come nuovo perchè l’eresia di oggi può essere l’ortodossia di domani...
E qui, lungi dal voler battere la strada dell' anticlericalismo, credo sia quantomai necessario denunciare la deleteria tendenza del mondo moderno, e segnatamente di quello politico, di “chiudersi per difendersi” anzichè “aprirsi per comprendere”.
Imeon
I contesti che ne discettano sono molto dotti eppure ci si può trovare a riflettere sul fenomeno in maniera del tutto inaspettata.
Giorno di Natale.
Come da tradizione pomeriggio al cinema.
Giornata uggiosa, sale stracolme.
Un po’ per caso si opta per “La Bussola d’oro”, genere fantasy.
Intreccio da copione.
Protagonista una ragazzina dal cervello svelto e l’aria fiera.
Vive in uno dei mondi esistenti: in esso ognuno ha al suo fianco un daimon, antropomorfizzazione dell’anima che assume le sembianze di un animale dal quale non ci si stacca mai e con il quale si comunica continuamente (l’animale in cui il daimon si materializza muta solo nei bambini, solo in essi è in continua evoluzione e deve ancora stabilizzarsi).
Una sorta di voce della coscienza per capirci.
La protagonista è curiosa e vuole comprendere quali siano gli altri mondi esistenti e se esista la possibilità che essi comunichino tra loro.
La piccola, per non smentire la tradizione cinematografica che la vede paladina del bene, dovrà affrontare molti pericoli e tante peripezie per tentare di far trionfare - e qui il colpo di scena - non il bene ma... la possibilità di usare il libero arbitrio!
In suo aiuto streghe, orsi armati, liberi pensatori e genti egizie.
Sua antagonista l’autorità del Magisterium i cui membri tentano con ogni mezzo di imporre “quel che è bene”, l’ortodossia, di preservare i bambini dalla contaminazione generata dalla presa di coscienza dell’esistenza di altri universi retti da regole diverse.
Ebbene, tutto ciò mi fa tornare in mente il relativismo.
O meglio il diffuso costume di tacciare di relativismo qualunque pensiero diverso.
Mi sembra che spesso si preferisca nascondersi dietro spauracchi che alzano le barriere difensive creando falsi rifugi in cui è più comodo sostare.
E a Voi non sembra che anche in campo politico si faccia lo stesso?
Non si assiste al diffuso comportamento di tacciare le voci fuori dal coro di essere comunisti e/o fascisti e/o estremisti anzichè tentare di comprendere ed analizzare i termini del disagio che essi esprimono?
Locke diceva di stare sempre attenti a ciò che si presenta come nuovo perchè l’eresia di oggi può essere l’ortodossia di domani...
E qui, lungi dal voler battere la strada dell' anticlericalismo, credo sia quantomai necessario denunciare la deleteria tendenza del mondo moderno, e segnatamente di quello politico, di “chiudersi per difendersi” anzichè “aprirsi per comprendere”.
Imeon
