‘Arte regia’ era la definizione che della politica dava Platone, il quale rilesse a tal proposito uno dei miti più celebri dell’antichità, il mito di Prometeo. All’origine della storia dell’umanità - ricorda Platone - Zeus incarica due fratelli semidei, Prometeo ed Epimeteo, di distribuire a tutte le specie viventi le ‘qualità’ che consentano loro di sopravvivere. A questo compito provvede Epimeteo, che come spiega l’etimologia del suo nome è ‘colui che vede dopo’, che non coglie -dunque - le cose con la cura dovuta, con l’attenzione necessaria. Epimeteo distribuisce le diverse qualità, e cioè la velocità, la forza, gli artigli alle varie specie viventi, dimenticando però gli uomini.A quel punto, esaurita la scorta delle qualità disponibili, interviene Prometeo, che è invece ‘colui che vede prima’, ed è quindi saggio, avveduto. Prometeo capisce che deve evitare l’estinzione dell’umanità, che senza le qualità necessarie alla sopravvivenza rimarrebbe abbandonata a se stessa. Perciò compie il furto sacrilego, sottrae ad Efesto e ad Atena il fuoco e il ‘sapere tecnico’, e li dona agli uomini, che così entrano in possesso di ciò che serve loro per scongiurare gli attacchi delle fiere e dunque per sopravvivere.Ma gli uomini vivono dispersi, senza aggregarsi tra loro. E così restano vulnerabili, continuano a subire aggressioni, a morire. Questo accade - continua Platone - perché essi non posseggono ancora l’arte politica (politikè tèchne).Occorre a questo punto - così si conclude il mito - l’intervento straordinario di Zeus, che dona agli uomini pudore e giustizia, consentendo loro di riunirsi e di fondare città, dalle quali scaturisce l’esercizio dell’arte politica.Ecco la polis, ecco la politica. La città, per i greci, è uno spazio sicuro, ordinato e calmo, dove gli uomini possono dedicarsi alla ricerca della felicità. Il politico è colui che si prende cura di questo spazio. La politica è al servizio della felicità degli abitanti della città.Quale migliore spiegazione del concetto di politica.Eppure, ogni ambito disciplinare registra una propria definizione.Senonchè – ab initio della nostra avventura - piace a chi scrive ‘limitarsi’ ad una accezione immaginifica della politica, che ne epifanizzi la funzione di ricerca della felicità.
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11 commenti:
Nel complitarci con il vostro blog, vi mandiamo un caro saluto dalla salubre e dotta Acerra,
www.comunitaorgiastica.splinder.com
Siamo sotto Natale, siamo nei giorni di Telethon, siamo tutti più buoni... E, purtroppo, siamo alle solite pagliacciate italiane! Non voglio assolutamente urtare la sensibilità di chi ha beneficiato in prima persona di quanto raccolto da Telethon negli anni scorsi o, ancora, di chi ripone in questa benefica raccolta di fondi la speranza di una vita migliore per sé o per i propri cari. Sono consapevole di quanta sofferenza vi è dietro l'esperienza della malattia e di quanta ve ne possa essere nello stesso atto del donare denaro affinché altri non vivano ciò che si è vissuto in prima persona. Al contrario - e spero che il messaggio non venga frainteso - scrivo queste poche righe per spostare l'attenzione su un altro punto, evitando che l'ottimismo ingenerato dal "buon cuore" degli italiani faccia dimenticare la responsabilità che ricade su ognuno di noi e che, fin troppo spesso, vien dribblata proprio con sporadici quanto eclatanti slanci filantropici.
In queste ore, la televisione di Stato non fa altro che osannare la raccolta-fondi degli enti privati no-profit promotori dell'iniziativa, dimenticando che lo Stato stesso dovrebbe arrossire di fronte alla necessità di ricorrere a Telethon per finanziare la ricerca scientifica. Siamo infatti un Paese che ha deciso di investire in Ricerca e Sviluppo circa lo 0,60% del PIL - molto meno degli altri Paesi europei , per non parlare degli USA... - creando le condizioni per la fuga dei cervelli. Siamo il Paese che è giunto a nascondere al fisco 270.000.000.000 di Euro in un anno (Corriere della Sera del 14 giugno 2007 su dati Ufficio studi dell'Agenzia delle Entrate), dimenticando che le tasse rappresentano la prima forma di solidarietà sociale e di redistribuzione della ricchezza e che, per di più, gli evasori cagionano il degrado dei servizi sociali e l'aumento della tassazione per gli onesti . Ed allora, continuo a chiedermi cercando in voi una risposta, dovrei essere orgoglioso che in Italia c'è Telethon?
Caro Fabio, sono contento che in una situazione così triste per la politica italiana vengano creati nuovi spazi di discussione e confronto come il vostro (e, da oggi, azzardo a dire "il nostro"...).
Credo di aver capito dove vuole arrivare il tuo intervento su telethon e concordo in pieno, sebbene si impongano due precisazioni.
Ti riferisci agli USA per ciò che riguarda i finanziamenti alla ricerca pubblica ma, fai bene attenzione, l'esperienza di telethon è nata proprio lì.
In secondo luogo, i 309.589.928,00 di Euro raccolti dal 1990 a oggi sono serviti a finanziare ambiti di ricerca che difficilmente potrebbero attirare gli investimenti pubblici ed industriali, vista la particolarità/rarità delle problematiche trattate (parliamo sempre di malattie poco diffuse).
Per concludere, rilancio con un interrogativo: le tasse richieste dallo Stato, oggi, sono proprio giuste?
Ciro, Latina
Caro Ciro, inizio col dire che vivere Arancia Blu come il "tuo" spazio non è un azzardo, poichè tutto dipende da te e da cosa vuoi fare di quest'opportunità.
Detto ciò, ti ringrazio per le doverose puntualizzazioni, ma le avevo volutamente tralasciate per focalizzare l'attenzione su quello che ritengo sia il merito più grande di Telethon, oggi: la denuncia di una situazione d'emergenza alla quale lo Stato non sa o non vuole rispondere, indaffarato com'è a difendere i diritti della casta. E rispondo al tuo interrogativo finale con un secco NO, per il semplice fatto che l'imposizione fiscale non riesce a coinvolgere tutti nella maniera dovuta. L'Italia è il paese dei furbetti che amano curare il proprio orticello, anche se questo vuol dire inimicarsi i vicini o, peggio ancora, "fregare" i propri cari. Ma l'Italia è anche il paese in cui vivono tante persone oneste, coerenti, leali per principio, e - concludo con quest'auspicio - se queste persone iniziano a farsi sentire seriamente, se ne vedranno delle belle...
Arancia Blu non vuole fare altro che dar loro voce.
Ciao a tutti, visto che in politica siamo proprio alla frutta, credo che Arancia Blu abbia proprio da dire la sua!
Spero solo che da questa iniziativa e da tutte queste critiche facciate uscire qualcosa di costruttivo: all'analisi deve seguire l'azione, altrimenti si tratta solo di sputare nel piatto nel quale si contunua a mangiare. Un cittadino disilluso, come tanti del resto...
Aho, Ma lo sapete che Platone era ricchione?
...Sono provocazioni come queste che danno colore alla discussione politica !
Se non ci fossero destra e sinistra, angeli e demoni, etero e omo, cretini e intelligenti, che mondo sarebbe?
Se non ci fossero Bondi, Schifani, Vito, Calderoli - ad es.- su che cosa avremmo da ridire ?
...o da piangere
Da piangere, da piangere... Al di là del divertimento a sentir parlare certi personaggi, al di là della gioia a poter misurare la mia intelligenza su di loro, al di là della mia autostima che si eleva vertiginosamente quando capisco cosa Schifani deve dire prima ancora che lui stesso abbia aperto bocca ("...é una sinistra divisa che dimostra tutta la sua incapacità di governare" - BASTA; BASTA, è come una goccia cinese!), mi preoccupa che siano tipi come Borghezio, Calderoli, Mastella, Berlusconi, Bertinotti e gli altri "compagni di merende" a decidere le nostre sorti: tra una battuta e l'altra, tra una rassicurazione e un contentino, altrimenti potremmo preoccuparci! Al di là di questo, concordo con l'anonimo del 7° commento sul bisogno di trovare modi accattivanti per parlare di politica ma, è bene sottolinearlo, questo non vuol dire ridurre la politica solo a barzelletta: forse Arancia Blu sta facendo l'errore opposto ma ha tutto il tempo e le motivazioni per provi rimedio
Leggendo i commenti e gli articoli di Arancia Blu mi sto interessando di più alla politica. Sto capendo che non è quello che oggi si pensa...è qualcosa da fare
LA POLITICA E CHI LA CONOSCE...
complimenti per la vostra iniziativa.Ci vogliono i giovani alla guida del nostro paese e non le solite vecchie puttane della politica torniamo adessere padroni delle nostre vite.
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